venerdì 27 gennaio 2012

'Una disgrazia la chiusura del giudice di pace di Moncalvo'. Presa di posizione del Movimento Progetto Piemonte

POLITICA. 'Una disgrazia la chiusura del giudice di pace di Moncalvo'. Presa di posizione del Movimento Progetto Piemonte

Fonte: Casale News http://www.casalenews.it/index
27 Gennaio 2012 – MONCALVO – Il Movimento Progetto Piemonte, tramite il suo portavoce Massimo Iaretti, prende posizione sul caso della soppressione degli uffici del giudice di pace di Moncalvo.

“Stupisce come un provvedimento che, se confermato, comporterà per il Monferrato una ulteriore, brutta, desertificazione degli uffici pubblici, stia passando quasi completamente sotto silenzio, mentre sarebbe opportune una levata di scudi”.

“È stato reso noto, sul sito del ministero della Giustizia lo schema di decreto attuativo per la revisione delle circoscrizioni giudiziarie degli Uffici dei Giudici di Pace. Niente di definitivo, certamente, ma l’allegato allo schema, prevede la soppressione dell’Ufficio del Giudice di Pace di Moncalvo ed il suo accorpamento a Casale Monferrato”.

“Il che, costituirebbe, innanzitutto, un pericolo per la sopravvivenza stessa del Tribunale di Casale Monferrato, già sotto osservazione insieme ad altri “Tribunali di Città”, perché la sua circoscrizione perderebbe, comunque, un ufficio e ciò costituirebbe un precedente. Ma a parte ciò, si andrebbe comunque a mettere fine alla vita di un ufficio giudiziario efficiente, al servizio di un territorio di 19 comuni, posti in un’area marginale e di confine qual è la fascia collinare tra le Province di Alessandria e di Asti, e segnatamente la Valcerrina”.

“Come Movimento Progetto Piemonte – MPP già dall’inizio di dicembre avevamo segnalato il problema con una lettera a tutte le amministrazioni comunali interessate, raccogliendo il “grido di dolore” del titolare del’Ufficio del Giudice di Pace di Moncalvo, ma l’appello a convocare dei consigli comunali aperti e a prendere una decisa posizione contro quanto stava maturando – seguendo l’esempio di quanto era avvenuto poco prima nell’Unione collinare del Monferrato riguardo al future dei comuni sotto i abitanti – ma tutto ciò è rimasto senza risposta, con l’eccezione del Comune di Alfiano Natta che dovrebbe portare a breve in consiglio comunale la questione”.

“Non posso che ribadire in questa sede l’appello ai sindaci, ai consigli comunali, e a tutti i cittadini, a mobilitarsi in iniziative per difendere e mantenere in vita l’ufficio del giudice di pace perché la sua soppressione non può essere vista che come una disgrazia, caduta sul capo di tutti i cittadini e non soltanto delle categorie professionali direttamente coinvolte, come avvocati e dottori commercialisti”.

“Certo tempo ce ne sarebbe ancora, le tabelle come il decreto legislativo devono ancora essere pubblicati in Gazzetta Ufficiale e, da allora, i Comuni interessati – 5 della Provincia di Asti e 14 di quella di Alessandria – potranno chiedere al ministero di mantenere , anche in forma consorziata tra loro, il Giudice di Pace a Moncalvo, accollandosene tutte le spese (ad eccezione degli emolumenti dei magistrate onorari che rimangono in capo allo Stato)”.

“Sino ad oggi, però, nessuno ha iniziato questa riflessione e il rischio che – visti i tempi con cui corre la politica oggi – questa venga iniziata troppo tardi è elevato. In questo modo si andrebbe a chiudere la stalla quando i buoi sono usciti tutti. Occorre invece che il territorio si muova adesso, innanzitutto rappresentando al ministero l’assurdità di un provvedimento che taglia in modo semplicemente ragionieristico le sedi dei giudici di pace (in provincia di Alessandria sono a rischio estinzione con l’accorpamento ad Alessandria, Valenza, Novi Ligure, Ovada e Serravalle Scrivia, in quella di Asti, oltre a Moncalvo, anche Nizza Monferrato e Canelli), non tenendo conto del contesto territoriale in cui sono calate. E poi, se la riscrittura della tabella non fosse possibile, valutare attentamente il mantenimento nei modi previsti dallo schema di decreto legislative”.

“Per questo ci appelliamo, innanzitutto ai Comuni, ma anche agli ordini professionali, alle associazioni di categoria, alle organizzazioni sindacali, al mondo dell’associazionismo, ai singoli cittadini per trovare un tavolo di confronto e concertare a breve azioni coordinate di democrazia diretta”.

“E confidiamo anche nel coinvolgimento di quella lista civica casalese che nata “per la difesa del territorio di Caslae e del Monferrato”, che conta come presidente onorario e fondatore il già presidente del Comitato per la Corte d’Appello, sino ad oggi, su questo punto specifico è rimasta molto silenziosa”.

“Tutto questo è auspicabile per evitare che il territorio del Monferrato si impoverisca ulteriormente. Questa sarebbe, come ho detto, una disgrazia. Come Movimento Progetto Piemonte noi ci crediamo e su questo iniziativa siamo pronto, da subito, a misurarci ed a lavorare insieme a tutti coloro che lo vorranno portare avanti”.

Redazione On Line

giovedì 12 gennaio 2012

sabato 7 gennaio 2012

Nuovi assetti provinciali e Stati Generali del Monferrato

Al Direttore de “La Gazzetta d’Asti”

OGGETTO: Nuovi assetti provinciali e Stati Generali del Monferrato.

Egregio direttore,
gli articoli di Massimiliano Bianco, apparsi nell’edizione del 23 dicembre, “Asti inglobata ad Alessandria ?” e “Un coro di no bipartisan della politica astigiana”, sono occasione per fornire al dibattito sul future delle Province, segnatamente di quella di Asti, un ulteriore contributo.
Come Movimento Progetto Piemonte sin dallo scorso anno, a fronte della schizzofrenia del legislatore che un giorno scrive una cosa, salvo smentirla il giorno dopo, abbiamo sempre sottolineao che la soppressione, sic et simpliciter, delle Province senza aver riordinato l’assetto degli enti locali, sarebbe comunque deleteria, visto che questi enti esistono dalla nascita dello Stato Italiano.
La strada che proponiamo – e che riguarda senza dubbio grande parte dell’Astigiano - + quella della convocazione degli Stati Generali del Monferrato, ovvero delle realtà che lo costituivano storicamente (a questo proposito una lettera è stata inviata ai sindaci sindaci di Casale Monferrato, Acqui Terme, Alba, Asti, Chivasso, Nizza Monferrato, Canelli, Moncalvo,Valenza Po, Trino Vercellese e ed altre missive verranno inviate per sensibilizzare anche altri centri territorialmente coinvolti), quindi enti locali, realtà socio – economiche, culturali, associative ed organi di informazione. E, a tal proposito, sottolineo proprio l’importanza del ruolo che possono avere i mass media come termometro dei desiderata dalla popolazione, lungi comunque da me l’idea che si venga a creare un Partito dei Giornalisti. Gli Stati Generali dovrebbero poi valutare, tramite il confronto delle varie realtà, quali potrebbero essere gli elementi di unione o di disunione di questo territorio per arrivare alla stesura di uno o più patti territoriali su tematiche di area vasta.
A titolo di esemplificazione questi potrebbero riguardare il turismo (per una promozione unitaria del territorio), la cultura (perché non pensare ad una “Università del Monferrato), l’agricoltura, il commercio, l’industria attraverso i distretti, i trasporti (la tanto discussa rivitalizzazione dell’Asti – Casale, con il suo prolungamento verso Nord potrebbe passare di qui), la difesa del suolo. E non posso che registrare con soddisfazione il passo dei sindaci di Casale e di Asti ed i contatti avviati quest’estate con il momento della presenza del primo cittadino di Casale al Palio di Asti ed il suo incontro con i sindaci dell’Astigiano al Teatro Alfieri.

Tale processo, infatti, deve partire dai Comuni di maggiori dimensioni, come Asti e Casale e l’auspicio, come ho personalmente evidenziato sia al sindaco di Asti che al sindaco di Casale Mofnerrato, è che tutto non si fermi a quel punto, ma vada prosegua, sia nel creare un qualcosa che superi le province (come il progetto Enolandia, che è cosa differente da quanto si sta qui proponendo) sia che veda all’interno di un ambito provinciale più ampio nuovi equilibri e nuovi “Patti di territorio”.
Come Movimento Progetto Piemonte noi ci crediamo e su questo progetto siamo pronto a misurarci ed a lavorare insieme a tutti coloro che lo vorranno portare avanti.

Cordialmente

Casale Monferrato, 28 dicembre 2011

IL PRESIDENTE
Movimento Progetto Piemonte

Dott. Massimo Iaretti
Tel. 349/8773769
www.progettopiemonte.it

giovedì 29 dicembre 2011

Due ordini del giorno del MPP per ridurre i costi della politica regionale

In consiglio comunale a Parella e nell’Unione Terre del Chiusella

Due ordini del giorno per ridurre i costi della politica regionale

Iaretti (MPP): “Un sostegno concreto alla petizione petizione popolare che è stata recentemente depositata a Palazzo Lascaris perché tutto non rimanga nel cassetto ma la Regione si pronunci in fretta sulla materia”

Parella – Il consiglio comunale di Parella ed il consiglio della neonata Unione dei Comuni Terre del Chiusella (che comprende le municipalità di Colleretto Giacosa, Parella, Quagliuzzo e Strambinello nell’Eporediese) hanno votato, mercoledì e venerdì, nelle loro ultime sedute prenatalizie due ordini del giorno – pressoché identici – nei quali si invita il Consiglio regionale del Piemontead approvare, entro il più breve tempo possibile, una legge regionale sul contenimento dei costi della politica. Questo testo legislativo, secondo i documenti approvati, dovrebbe recepire “in tutto o in ampia parte” i contenuti della recente petizione popolare “Fuori i soldi dalla politica” che, forte di oltre 22mila firme raccolte in tutto il Piemonte, fa alcune precise richieste. Gli ordini del giorno approvati dal Comune di Parella e dall’Unione dei Comuni Terre del Chiusella erano stati presentati da Massimo Iaretti, presidente del Movimento Progetto Piemonte e consigliere in entrambe le assemblee. “Una delegazione dell’MPP aveva incontrato ad Asti il primo firmatari della petizione, Fabio Martina. Pur non concordando nel merito su tutti i punti, ma valutandone positivamente lo spirit – dice Iaretti – abbiamo preso l’impegno che, dove presenti con un nostro gruppo consigliare o con dei punti di riferimento avremmo presentato degli ordini del giorno a sostegno dell’iniziativa, affinchè non rischi di rimanere in qualche cassette del Consiglio regionale, nonostante sia già stata effettuata l’audizione del primo firmatario”. In entrambi i casi gli ordini del giorno, dopo un ampio dibattito, che ha consentito l’approfondimento dell’argomento ed un confronto costruttivo, sono stati approvati all’unanimità. “Ringrazio Roberto Comitini, sindaco di Parella e presidente dell’Unione dei Comuni
Terre del Chiusella per la sensibilità che ha dimostrato nel metterli a stretto giro di posta nella scaletta dei lavori consigliari – dice Iaretti, molto soddisfatto dell’esito – come pure ringrazio tutti i colleghi per il contributo maturo che hanno dato alla discussione. Con questo voto si è voluto dare un duplice segnale: innanzitutto che in tempi di “magra” come questi, tutti, e a tutti livelli amministrativi, devono fare dei sacrifici significativi e non solo di facciata, e che anche i piccoli ed i piccolissimi comuni sono in grado di assumere delle posizioni concrete e di valenza politica, al di là dell’eventuale appartenenza partititica che vanno oltre l’ordinaria amministrazione”. Iaretti infine sottolinea come gli ordini del giorno non siano entrati nel merito della quantificazione della riduzione dei costi relative ai consiglieri regionali, “essendo quella materia di competenza del parlamento subalpino” e come MPP creda con forza nelle petizioni, come in tutti gli strumenti di partecipazione, essendo questi la vera forza della democrazia di base. I testi votati verranno inviati al presidente della giunta regionale Roberto Cota, al presidente del Consiglio regionale Valerio Cattaneo ed al presidente della prima commissione di Palazzo Lascaris.
Casale Monferrato, 26 dicembre 2011

Massimo Iaretti
Presidente e portavoceMovimento Progetto Piemonte
Portavoce Lista Civica Progetto Casorzo MPP
349/8773769

Proposta dell'MPP all'Unione dei Comuni Terre del Chiusella di riduzione dei costi della politica

Egregio signor
Ing. Roberto Comitini

Presidente dell’Unione dei Comuni Terre del Chiusella
c/o Municipio di Parella

Il sottoscritto Massimo Iaretti, consigliere del Consiglio dell’Unione di Comuni Terre del Chiusella presenta la seguente proposta di

ORDINE DEL GIORNO

VISTA la consegna ai competenti uffici del Consiglio Regionale del Piemonte, della petizione popolare denominata “Fuori i soldi dalla politica”, per chiedere la riduzione degli stipendi dei consiglieri regionali del Piemonte, la quale ha raccolto circa 22mila adesioni e la successiva audizione avanti la Commissione Bilancio del Consiglio Regionale del primo firmatario, Sig. Fabio Martina avvenuta in data 2 dicembre 2011

EVIDENZIATO che la stessa contiene le proposte di seguito riportate:
1)Riportare le indennità dei consiglieri alla prima determinazione del 1972, cioè il 55% delle indennità dei parlamentari.
2)Ridurre le indennità di funzione aggiuntiva, a partire dal Presidente della Giunta e dagli Assessori.
3)Sopprimere i gettoni di presenza pari a circa 122 euro a seduta.
4)Sopprimere i rimborsi forfettari.
5)Ridurre i rimborsi spese chilometrici
6)Sopprimere il vitalizio per gli ex consiglieri regionali.

SOTTOLINEATA l’esigenza di ridurre i costi della politica alla quale devono concorrere tutti i livelli istituzionali, soprattutto quelli più alti, esigenza ribadita anche dal Presidente del Consiglio Mario Monti.

RILEVATO che la richiamata riduzione dei costi della politica, stante anche il difficile momento economico e sociale che sta vivendo il Paese, deve avvenire in tempi brevi ed attraverso provvedimenti di sostanza che vadano ad incidere realmente nel merito della questione


SOTTOLINEATO che la petizione popolare non ha una corsia preferenziale nei lavori consigliari e che la stessa, pur prevista dallo Statuto della Regione Piemonte come strumento di partecipazione popolare, non assume l’equivalente di una proposta di legge regionale

Tutto questo premesso il Consiglio dell’Unione dei Comuni Terre del Chiusella

RECEPISCE

i contenuti della petizione popolare denominata “Fuori i soldi dalla politica” per chiedere la riduzione degli stipendi dei consiglieri regionali del Piemonte, attualmente giacente presso la Commissione Bilancio del Consiglio Regionale del Piemonte, in quanto coerenti con una azione di contenimento della spesa pubblica e di riduzione dei costi della politica, segnatamente di quella regionale e conseguentemente

INVITA

Il Consiglio Regionale del Piemonte ad approvare, entro il più breve tempo possibile, una legge regionale sul contenimento dei costi della politica, che recepisca in tutto o in ampia parte i contenuti della richiamata petizione popolare

INVIA

Copia di questo Ordine del Giorno:
1)Al Presidente della Giunta Regionale del Piemonte
2)Al Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte
3)Al Presidente della Commissione Bilancio Consiglio Regionale del Piemonte

Parella,

MASSIMO IARETTI

Ordine del Giorno del GRUPPO CONSIGLIARE PROGETTO PARELLA – MPP per ridurre i costi della politica

GRUPPO CONSIGLIARE PROGETTO PARELLA – MPP

Egregio signor
Sindaco del Comune di Parella

Il sottoscritto Massimo Iaretti, consigliere del gruppo consigliare “ Lista Civica – Progetto Parella – MPP “ presenta la seguente proposta di

ORDINE DEL GIORNO

VISTA la consegna ai competenti uffici del Consiglio Regionale del Piemonte, della petizione popolare denominata “Fuori i soldi dalla politica”, per chiedere la riduzione degli stipendi dei consiglieri regionali del Piemonte, la quale ha raccolto circa 22mila adesioni e la successiva audizione avanti la Commissione Bilancio del Consiglio Regionale del primo firmatario, Sig. Fabio Martina avvenuta in data 2 dicembre 2011

EVIDENZIATO che la stessa contiene le proposte di seguito riportate:
1)Riportare le indennità dei consiglieri alla prima determinazione del 1972, cioè il 55% delle indennità dei parlamentari.
2)Ridurre le indennità di funzione aggiuntiva, a partire dal Presidente della Giunta e dagli Assessori.
3)Sopprimere i gettoni di presenza pari a circa 122 euro a seduta.
4)Sopprimere i rimborsi forfettari.
5)Ridurre i rimborsi spese chilometrici
6)Sopprimere il vitalizio per gli ex consiglieri regionali.

SOTTOLINEATA l’esigenza di ridurre i costi della politica alla quale devono concorrere tutti i livelli istituzionali, soprattutto quelli più alti.

RILEVATO che la richiamata riduzione dei costi della politica, stante anche il difficile momento economico e sociale che sta vivendo il Paese, deve avvenire in tempi brevi ed attraverso provvedimenti di sostanza che vadano ad incidere realmente nel merito della questione

SOTTOLINEATO che la petizione popolare non ha una corsia preferenziale nei lavori consigliari e che la stessa, pur prevista dallo Statuto della Regione Piemonte come strumento di partecipazione popolare, non assume l’equivalente di una proposta di legge regionale

Tutto questo premesso il Consiglio Comunale di Parella

RECEPISCE

i contenuti della petizione popolare denominata “Fuori i soldi dalla politica” per chiedere la riduzione degli stipendi dei consiglieri regionali del Piemonte, attualmente giacente presso la Commissione Bilancio del Consiglio Regionale del Piemonte, in quanto coerenti con una azione di contenimento della spesa pubblica e di riduzione dei costi della politica, segnatamente di quella regionale e conseguentemente

INVITA

Il Consiglio Regionale del Piemonte ad approvare, entro il più breve tempo possibile, una legge regionale sul contenimento dei costi della politica, che recepisca in tutto o in ampia parte i contenuti della richiamata petizione popolare

INVIA

Copia di questo Ordine del Giorno:
1)Al Presidente della Giunta Regionale del Piemonte
2)Al Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte
3)Al Presidente della Commissione Bilancio Consiglio Regionale del Piemonte

Parella,

Massimo Iaretti

martedì 6 dicembre 2011

L’MPP sosterrà la petizione popolare per ridurre gli stipendi dei consiglieri regionali

Il presente comunicato è stato ripreso e pubblicato su numerose agenzie stampa e testale locali, tra cui Casale News, Agenfax, AltaItalia TV, ecc..

Sono state raccolte ventiduemila firme in tutto il Piemonte
Iaretti: “Non deve cadere nell’obblio a Torino”
Presto saranno sottoposti ordini del giorno di appoggio nei consigli comunali piemontesi

Martina, primo firmatario della petizione popolare e Iaretti, presidente del MPP

Il Movimento Progetto Piemonte – MPP valuta positivamente la petizione popolare depositata in Consiglio regionale per chiedere la riduzione degli stipendi dei consiglieri regionali. Una delegazione dell’MPP, composta dal presidente Massimo Iaretti e da Luigi D’Alessandro, fiduciario del movimento a Verolengo, ha incontrato ad Asti Fabio Martina primo firmatario della petizione popolare “Fuori i soldi dalla politica”, che ha raccolto 22mila firme in tutta la regione, all’indomani della sua audizione davanti alla prima commissione del Consiglio regionale del Piemonte. “Abbiamo chiesto a Fabio Martina alcuni chiarimenti nel merito dell’iniziativa – dice Massimo Iaretti – e il colloquio che ne è scaturito è stato ampiamente costruttivo. Innanzitutto per MPP l’iniziativa è fortemennte positiva, perché si pone nello spirito di partecipazione che è contenuto nello Statuto del Piemonte e ne utilizza uno strumento come la petizione. Nel merito siamo concordi che una riduzione dei costi della politica debba essere reale, e non di facciata, e che questa raccolta di firme non deve finire nel dimenticatoio”. Pertanto l’MPP presenterà nei prossimi giorni, o direttamente dove è rappresentato, o attraverso singoli consiglieri comunali e liste civiche sensibili a questo problema un ordine del giorno nel quale si inviteranno i singoli consigli comunali a sostenere l’iniziativa ed a trasmettere il documento alla presidenza del Consiglio regionale. “Ovviamente questo deve essere soltanto il primo passo – conclude Iaretti – in quanto si dovrà mettere mano anche ai vari organismi elettivi di secondo grado che, peraltro, non godono di una legittimazione diretta dei cittadini”.
Casale Monferrato, 5 dicembre 2011
Massimo Iaretti
Presidente Movimento Progetto Piemonte

domenica 27 novembre 2011

lunedì 21 novembre 2011

Con una lettera ai Sindaci monferrini. L’impegno dell’MPP a sostegno dell’Ufficio del Giudice di Pace di Moncalvo passa attraverso i consigli comunali

Con una lettera a 19 Sindaci monferrini. L’impegno dell’MPP a sostegno dell’Ufficio del Giudice di Pace di Moncalvo passa attraverso i consigli comunali aperti

Iaretti: “Contatterò i presidenti dei Consigli Provinciali di Alessandria ed Asti perché l’argomento venga messo all’ordine del giorno delle rispettive assemblee”

Il Movimento Progetto Piemonte scende in campo a sostegno per il mantenimento dell’ufficio del Giudice di Pace a Moncalvo. Alla base dell’intervento c’è la recednte legge 148 del settembre 2011 che prevede che il ministero della Giustizia provveda ad individuare gli uffici del giudice di pace da sopprimere o da accorpare. E quello di Moncalvo potrebbe trovarsi in questo elenco, come è stato ricordato in un recente appello. Così il presidente di MPP, Massimo Iaretti ha scritto a tutti i sindaci dei comuni interessati, 14 in Provincia di Alessandria (Alfiano Natta, Castelletto Merli, Cereseto, Cerrina Monferrato, Mombello Monferrato, Murisengo, Odalengo Grande, Odalengo Piccolo, Ottiglio, Ponzano, Serralunga di Crea, Solongello, Villadeati) e 5 in Provincia di Asti (appunto Moncalvo, Calliano, Penango, Tonco e Grazzano Badoglio), chiedendo mettere in atto azioni che coinvolgano al massimo la popolazione perché tale soppressione “sarebbe una sciagura per i disagi ed il nocumento che porterebbe a private e attività economiche del territorio”. Per questo l’MPP chiede che il primo passo sia una convocazione dei consigli comunali in foma aperta agli interventi del pubblico, proprio per spiegare la situazione. “L’ufficio del giudice di Pace di Moncalvo – è scritto nella lettera ai sindaci – funge anche da filtro per la composizione di numerose vertenze, visto l’elevato numero di verbali di conciliazione che si raggiungono in sede non contenziosa”. La missiva è stata anche inviata al presidente della Provincia di Alessandria, al presidente del Consiglio provinciale di Alessandria, al presidente della Provincia di Asti ed al presidente del Consiglio provinciale di Asti. “E nostra intenzione – dice Massimo Iaretti – contattare soprattutto i due presidenti dei consigli provinciali affinché mettano anch’essi un documento a sostegno della presenza di ufficio giudiziario importante per il territorio, nella scaletta dei lavori consigliari”. L’MPP dichiara poi assolutamente positivO il lavoro svolto, sul fronte del sostegno al Tribunale di Casale, dal sindaco Giorgio Demezzi (anch’egli destinatario della lettera sull’ufficio giudiziario moncalvese) che sta portando alla nascita di un “Comitato per i Tribunali di Città”, che cercherà di raccogliere le firme di tutti i sindaci dei comuni interessati nella varie circoscrizioni. “E’ un atto importante e concreto, al quale vanno aggiunte iniziative che impediscano che si possano perdere strutture ed uffici che, al di là di un calcolo puramente fatto con il pallottoliere, sono dei veri e proprio avamposti della giustizia e svolgono un servizio importantissimo per i cittadini”,conclude il presidente dell’MPP.
Casale Monferrato, 21 novembre 2011

Massimo Iaretti
Presidente Movimento Progetto Piemonte

Richiesta di convocazione di consiglio comunale aperto a sostegno del mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace di Moncalvo

Egr.Sig.
Aldo Fara
Sindaco del Comune di
14036- Moncalvo
Residenza Municipale

A mezzo PEC: moncalvo.ragioneria@pec.it

OGGETTO: richiesta di convocazione di consiglio comunale aperto a sostegno del mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace di Moncalvo

Signor Sindaco,
la recente L. 14 settembre 2011 n. 148 di conversione in legge con modificazioni del D.L. 13 agosto 2011 n. 138 ha riportato prepotentemente alla ribalta la questione della riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari.
A tal proposito la recente presa di posizione delle Amministrazioni Comunali e dei Consigli degli Ordini degli Avvocati che, convocati su iniziativa del Sindaco di Casale Giorgio Demezzi, che mi legge in copia, stanno dando vita ad un Comitato per i “Tribunali di Città”, tendente alla loro permanenza in attività in quanto fondamentali per un esercizio della Giustizia che sia a favore e nell’interesse dei cittadini, è assolutamente condivisibile da parte del Movimento Progetto Piemonte.
Va, però, evidenziato come lo stesso provvedimento legislativo prevede all’art. 1 lettera o) la previsione della “Pubblicazione sul bollettino ufficiale e nel sito internet del Ministero della Giustizia degli uffici del Giudice di Pace da sopprimere o accorpare”. Lo stesso articolato, alla lettera successiva evidenzia la previsione di come, “entro 60 giorni da tale pubblicazione, gli enti locali interessati, anche consorziati tra loro, possano richiedere ed ottenere il mantenimento degli Uffici del Giudice di Pace con competenza sui rispettivi territori, anche tramite eventuale accorpamento, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi …”.
Il Comune che Lei amministra appartiene al territorio di competenza dell’Ufficio del Giudice di Pace di Moncalvo per il quale potrebbe esistere, effettivamente, un rischio di soppressione/accorpamento, come recentemente paventato dallo stesso Giudice di Pace coordinatore in dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa.
Va evidenziato che, qualora, detto Ufficio venisse ricompreso nell’elenco previsto dal richiamato art. 1 lett. o) della L. 14 settembre 2011 n. 14, sarebbe posto in atto un vero e proprio, ulteriore, impoverimento del territorio ed un nocumento per i cittadini residenti nello stesso. La competenza territoriale dell’Ufficio del Giudice di Pace, infatti, riguarda 19 comuni dei quali 5 appartenenti alla Provincia di Asti e 14 alla Provincia di Alessandria, distribuiti in un territorio collinare con difficoltà di collegamento non coperto da rete autostradale e con una rete ferroviaria a rischio soppressione (e comunque parte dei centri non ne sarebbe in ogni caso servita) e posto a distanza non ridotta dai due centri capoluoghi di provincia, Alessandria ed Asti, e dal centro zona, Casale Monferrato.
Va altresì sottolineato come l’Ufficio del Giudice di Pace di Moncalvo, continuatore ideale, anche se non funzionale, della storica presenza di strutture giudiziarie nella città aleramica costituita sino all’anno 1999 dalla Pretura di Moncalvo, abbia un ruolo di “prima linea” nell’amministrazione della Giustizia, fungendo anche da filtro per la risoluzione di numerose vertenze, come dimostra il significativo numero di conciliazioni non contenziose ex art. 322 CPC, andate a buon fine.
Senza dimenticare che una sua soppressione, o accorpamento ad altre strutture, sarebbe un ulteriore impoverimento del territorio monferrino al quale appartiene, senza contare che i risparmi che ne deriverebbero sarebbero realmente modesti a fronte dei disagi che si creerebbero per il territorio.
Nell’ottica di progettualità e di proposta che ha sempre contraddistinto il Movimento Progetto Piemonte sin dalla sua fondazione e dall’inizio della sua azione amministrativa, si richiede la convocazione di un Consiglio Comunale aperto avente ad oggetto le azioni da intraprendere per una presa di posizione comune di tutti i Comuni territorialmente interessati a favore del mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace di Moncalvo. La forma aperta dovrebbe essere utile ad avere il massimo coinvolgimento dei cittadini per una problematiche che, qualora si concretizzasse, sarebbe una vera e propria disgrazia per i disagi ed il nocumento che porterebbe per private ed attività economiche.
Tanto Le trasmetto e richiedo in qualità di presidente di Movimento Progetto Piemonte, movimento politico, nato il 24 giugno del 2009 a Casale Monferrato, che nel suo Statuto ha posto tra le priorità la valorizzazione e l’esaltazione del ruolo del Piemonte e delle sue componenti territoriali.
Rimanendo a disposizione per ogni chiarimento e/o delucidazione, porgo I miei più cordiali saluti.
Casale Monferrato, 21 novembre 2011

Lettera di analogo contenuto viene inviata
ai sindaci di Calliano, Grazzano Badoglio, Penango, Tonco, Alfiano Natta, Castelletto Merli, Cereseto, Cerrina Monferrato, Mombello Monferrato, Murisengo, Odalengo Grande, Odalengo Piccolo, Ottiglio, Ponzano Monferrato, Sala Monferrato, Serralunga di Crea, Solonghello, Villadeati.

E per conoscenza:
Al Presidente della Provincia di Alessandria ed al Presidente del Consiglio Provinciale di Alessandria.
Al Presidente della Provincia di Asti ed al Presidente del Consiglio Provinciale di Asti
Al Sindaco di Casale Monferrato

IL PRESIDENTE
Movimento Progetto Piemonte
Dott. Massimo Iaretti